Da vent’anni faccio una cosa sola, e la faccio bene: insegno agli adulti a usare computer e smartphone senza sentirsi stupidi.
In home page hai già letto in breve cosa faccio. Qui ti racconto come ci sono arrivato — e perché, di tutte le strade possibili nel mondo del digitale, ho scelto proprio questa.
Come è iniziato
Era il 1999 quando comprai il mio primo PC, a rate. Da lì mi sono buttato a capofitto nella computer graphics e nel web design di allora: una materia che mi affascinava e che apriva scenari impensati, in un’epoca in cui internet era ancora una promessa più che una realtà.
Ho continuato a studiare e sperimentare per anni, accumulando conoscenza tecnica ma anche qualche mal di testa di troppo. Mi mancava però un pezzo importante: un obiettivo chiaro su cosa fare di tutto quel sapere.
La svolta: insegnare, non solo sapere
Nel 2006 lavoravo come educatore in una scuola. Un giorno mi chiesero di insegnare alle maestre le basi per gestire i PC dell’aula di informatica.
Fu lì che capii qual era davvero la mia strada. Non bastava essere bravo con la tecnologia: quello che mi riusciva meglio era tradurla in parole semplici per chi non la mastica. Ho unito la mia esperienza di educatore a quella di docente informatico, e da allora non ho più smesso.
Sono passati vent’anni. In questo tempo ho lavorato con centinaia di adulti e anziani — persone che magari non avevano mai acceso un computer, o che lo usavano con timore — e ho collaborato a lungo con la Regione Emilia-Romagna su percorsi di alfabetizzazione digitale.
Perché faccio proprio questo
Non sono un tecnico che spiega. Sono un educatore che insegna tecnologia. La differenza è tutta qui: so cosa significa avere paura di sbagliare un clic, e so come togliere quella paura, un passo alla volta.
Non è stata una strada tutta in discesa — errori ne ho fatti tanti, come chiunque impari facendo. Ma sono proprio quegli errori, insieme a vent’anni di pratica sul campo, ad aver costruito il metodo con cui oggi insegno.
Piero

Qualcuno ha detto…
Internet sta diventando la piazza principale del villaggio globale di domani.
La tecnologia è costosa. Come faccio se ho un budget limitato?
Non è sempre detto che bisogna mettere mano al portafogli, soprattutto quando parliamo di applicazioni e tecnologie web: esiste tutto un mondo che si oppone alle logiche mercantilistiche delle Big Tech, come Microsoft, Apple e Adobe.
Tra le altre cose, alle mie allieve e ai miei allievi insegno sempre anche le alternative possibili gratuite o al minor costo possibile di software e servizi web.
Sento dire: “Come faccio senza Microsoft 365?” A scuola ce l’hanno e lo usano. Nelle aziende lo usano.
Personalmente credo che sia profondamente sbagliato inseguire a tutti i costi le logiche di mercato. Un conto sono le esigenze professionali, un conto quelle dell’utente medio.
Se accetterai di fare qualche lezione con me, te lo dimostrerò nei fatti.

